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La Coppa si svolge sui terreni che fanno perno sulla zona di Lalinac, collaudata e ricchissima di starne, presenti ovunque in gran numero, e in vasti appezzamenti, che per la verità sono i più, in quantità addirittura esuberante. Il primo giorno la temperatura è di nuovo sensibilmente abbassata, rispetto al precedente, quando si godeva di un tepore a tratti quasi eccessivo; il vento, vivace sin dal mattino, avrà qualche fase di intensificazione col trascorrere delle ore, e comparirà a tratti una fastidiosa pioggerellina. Sedici le nazioni iscritte, con un totale di cinquantaquattro cani. Il nostro CT, Silvio Marelli, ha deciso la seguente formazione: i setter Picasso e Nosferatus di Val di Chiana, condotti da Scipioni, e i pointer Flok della Vertematese, condotto da Pezzotta, e Gilda del Sargiadae, condotta da Girandola. Riserve di gran lusso il magnifico setter Rico dei Dipinti, di Forti, e l’altrettanto splendida Cleo della Cervara, di Girandola.
Dopo una assai laconica e informale cerimonia di presentazione delle squadre, la carovana si sposta sui campi di gara. Al primo turno c’è da vedere un cane molto importante, che a me interessa in modo particolare, perché l’ho conosciuto e molto ammirato nel mese di ottobre in Polonia, il pointer Nadir di Ioanina, della squadra ellenica.. Ma oggi purtroppo il campione di Apostolakos si dimostra ben presto intemperante, approfondisce troppo la cerca e finisce col portarsi fuori mano. Anche la compagna di coppia, Mita, della Germania, soffre di difficoltà di collegamento.
Al terzo turno Annibal del Nenkowsky, pointer della Bulgaria, fornisce una apprezzabile prestazione, coronata da un buon punto.
Al quinto turno corrono due famosi trialer, onusti di gloria, i setter Radentis Milano, della squadra lituana, e Notado della Vecchia Irlanda, di Gibilterra. Due eccellenti campioni, dotati di stile e tipicità spiccata di galoppo. L’allievo di Garanzini svolge una magnifica cerca nella migliore nota, e si aggiudica un punto preso e risolto in ottimo stile. Quello di Baldoni esibisce una cerca amplissima, ma con qualche licenza, ed ha una ferma senza esito. Il turno è molto prolungato, e sul finire Milano sembra accusare un lieve comprensibile calo. Comunque, la sua prestazione appare nel complesso di ottimo livello.
Segue subito un altro attesissimo turno, che vede impegnato il fortissimo pointer della Signora Bloch Cattaneo, Adagio of Glenn Sheallag, condotto da Girandola per la compagine elvetica. Adagio appare subito in gran forma, la sua azione è energica e impetuosa, la cerca amplissima e ottimamente bilanciata sul vento. L’alunno di Girandola prende e risolve un punto in grandissimo stile. Rilanciato, prosegue la sua grande prestazione. A fine turno il cane apre un lacet chilometrico sul lato destro, al termine del quale scatta in ferma maestosa. Il conduttore si avvia a servirlo, ma il cammino da percorrere sembra non finire mai. A un certo punto, quando Stefano è ancora a qualche distanza dal cane, alcuni osservatori hanno la netta impressione di veder volare la coppia dinanzi al pointer, ma l’enorme distanza impedisce loro, pur dotati di potenti binocoli, di esserne certi. Ad ogni buon conto, il conduttore prova a far guidare il cane, ma nulla si palesa. E così, con ogni probabilità, il gran turno di Adagio si conclude con una ferma senza esito.
Ci spostiamo un po’, e ha inizio il settimo turno, quello di Meta del Duda, la nota pointer bianco-nera di allevamento e proprietà serba, condotta dal nostro ottimo Severino Traina, e dell’altrettanto celebre Quark, setter bianco-arancio della Grecia, condotto da Paris Eschini. Purtroppo, abbiamo la netta sensazione che il vento, in questo momento, sia mutevole, e ciò crea non pochi problemi ai cani: vediamo che i conduttori sono in difficoltà a inquadrarli sul terreno. Meta dimostra intelligenza cercando di adattarsi al meglio, e impostando una cerca obliqua, nel tentativo di sfruttare come possibile il vento. Ciò le consente di realizzare un buon punto, ma certo che la prestazione ne risulta penalizzata, non per sua colpa.
Cambio di terreni per il turno che vede impegnato il nostro primo e attesissimo portacolori, il pointer bianco-nero Flok della Vertematese, condotto da Ernesto Pezzotta, in coppia con il noto Palaziensis Brio, allievo di Girandola schierato dall’ Austria. La superiorità di Flok risulta subito evidente. Il cane dà la sensazione di essere in gran giornata, batte il terreno con impegno strenuo, aprendo una magnifica cerca, e appare concentrato e determinato al massimo. Ottimo il galoppo e splendido il portamento di testa, ritmo impressionante. In un turno senza pecca, il nostro pointer, non solo senza alcuna attenuazione, ma addirittura in crescendo, setaccia il terreno aggiudicandosi tre punti su altrettante coppie di starne, il che dimostra una sensazionale sicurezza. Unico rilievo, almeno un paio delle tre ferme sono scattate un po’ in leggera flessione degli arti, pur essendo presi sempre a lunghissima distanza. È pur vero che in entrambi i casi Flok, dopo i primi istanti di spasmodica flessione, riacquista subito una postura perfettamente eretta. Tuttavia, questo genera la preoccupazione, abbastanza diffusa tra gli spettatori, che la giuria possa in una certa misura penalizzare il cane, nel giudizio finale. Comunque, a parte la valutazione che potrà eventualmente essere fatta sulle ferme prese lievemente vicino a terra, tutto il resto è di livello eccezionale, e pone Flok tra i più autorevoli candidati alla vittoria. Ammirare un cane che a quella velocità, e con quel magnifico galoppo, esplora da vero trialer un immenso terreno e va a dama su tre coppie di starne con una sagacia e una decisione inaudite suscita sensazioni di indicibile bellezza.
Al turno seguente corrono Sting, per la Germania, e Banco du Mas du Zouave, per la Francia. Il setter evidenzia una notevole eleganza, ma il pointer francese, più maturo ed esperto, gli soffia il punto. A seguire, la Serbia guadagna ancora un altro punto con la buona pointer bianco-marrone Folly di Montale di Serbia, allevata dal carissimo amico Gianfranco Ferrari e affidata alla gran mano di Giorgio Baldoni.
Ed eccoci ad uno dei momenti più attesi, è il turno di Picasso, il setter italiano condotto da Scipioni, che corre con un altro gran setter, Ralf del Sargiadae, squisito bianco-marrone condotto da Livio Dotti per la rappresentativa spagnola. Sono impaziente di vedere che cosa ci ammannirà il formidabile alunno di Ademaro, da me conosciuto, e apprezzatissimo, in Polonia. Ma purtroppo oggi le cose si mettono subito male. Sganciato a sinistra, Picasso apre sino all’estremo, con azione strenua. Purtroppo, a un certo punto Ralf va in ferma: Picasso sembra seriamente intenzionato a consentire, ma poi ci ripensa e riparte. Non solo, ma andando avanti col turno, entrambi i cani sorpassano non una ma diverse coppie di starne, e vanno incontro alla definitiva eliminazione. Un forte rammarico pervade le fila di noi italiani, che vediamo sfumare le fondate speranze di piazzare, fin dal primo giorno, due colpi da ko che ci facessero dormire tranquilli.
La prima giornata si conclude con altri tre cani in classifica, ma con prestazioni di media caratura: Artur del Nenkowsky, Fjalar ed Hellenikis Bill.
Al mattino seguente, condizioni meteorologiche in ulteriore peggioramento: farà freddo e pioverà per quasi tutto il giorno. Al secondo turno mi piace moltissimo, in una piana sconfinata, il turno di Besinos Panthos, il setter greco condotto da Mavridis. Il figlio di Kapò, con azione molto brillante, spazia ariosamente e realizza un ottimo punto. Seguono Indio del Nocino e Tirano de Xeara. Indubbiamente bella la gara dell’alunno di Fabio Garanzini, ma turbata da una licenza sulla destra, che porta Indio fuori percorso, costringendolo a un vistoso rientro. Tirano, pointer di gran classe a gli ordini di Rico Garcia, non appare anch’esso del tutto immune da qualche intoppo, portandosi per breve tratto un po’ fuori dal controllo del conduttore. Poi si riprende e realizza un bel punto, che, unito alla sua indubbia classe, lo porterà certamente in alto nella classifica finale. Così si aggiunge un altro ostico cliente a impensierire il tifo italiano.
Al quinto turno si preannuncia grande spettacolo, con Asti de Akelarre, il sopraffino pointer spagnolo presentato da Luigi Taccon, e Magnum del Zagnis, francese fresco reduce dal CACIT nel campionato setter. E la prestazione dei due campioni sarà effettivamente meravigliosa, ma purtroppo senza punti all’attivo, e con una o due coppie palesatesi ai margini del terreno.
L’ottava coppia, quella che vede opposti Dum di Loro Piceno, potente setter tricolore condotto per la Svizzera da Livio Dotti, e Groom, pointer bianco-arancio della Serbia, condotto da Graziano Forti, darà grande spettacolo. Dum parte con una certa cautela, ma poi comincia a carburare in un magnifico crescendo, sciorinando una performance di altissimo livello per avidità d’azione e cerca amplissima e perfetta. Oltretutto, ci sarà anche il punto, di pregevole fattura. Groom, da parte sua, s’impegna anch’esso in un turno di altissimo spessore, e pare che sia riuscito anche a realizzare una ferma su starne, ma talmente lontano che non solo per noi del pubblico, ma purtroppo nemmeno per la giuria è stato possibile verificare con certezza. Quindi Groom sarà richiamato. Per il momento, scampato pericolo per la squadra azzurra, perché la Serbia aveva già due cani in classifica.
Si cambia terreno, e, dopo una frettolosa pausa, ci si porta in altra zona dove si accingono a riprendere le ostilità i cani del nono turno, Agata di Montale di Serbia, pointer bianco-nera condotta da Garanzini per la Lituania, e il noto Morgan Sandrisana, alfiere serbo, già vincitore del campionato europeo pointer dell’anno passato. Il bianco-marrone allievo di Simeons, pur non essendo in una delle sue giornate migliori, ferma e realizza una coppia di starne che s’invola a notevole distanza.
È finalmente la volta del nostro primo cane di questa seconda giornata. Scende in campo Gilda del Sargiadae, in coppia con un, per noi sconosciuto, Rijanis Adagio, della squadra Bulgara. Non c’è corsa, la Gilda divora il terreno con la sua inconfondibile grinta. Apre all’estremità destra, dove va a prendersi un gran punto. La splendida alunna di Girandola viene riportata a centro campo, e si riparte. Poco dopo, Rijanis Adagio va in ferma, mentre Gilda avrebbe forse tagliato in anticipo il suo lacet. Fatto sta che tra il pubblico, c’è qualcuno che avanza il dubbio che la nostra beniamina possa trovarsi in difficoltà con la giuria. Detto fatto, vediamo che i cani non vengono sganciati, ma ritornano mestamente alla base. Il cane bulgaro dovrà completare, mentre a Gilda viene per l’appunto addebitato il temuto trascuro. Io, sinceramente, non avevo valutato così la cosa, ma ovviamente da bordo campo, con la lontananza e la prospettiva appiattita e falsata dal binocolo, si hanno impressioni molto dubbie e da prendere con tutta la dovuta cautela. Evidentemente ha ragione la giuria, e anche quelli che, vicini a me, avevano visto assai meglio di me.
Nel turno seguente, Hectore del Zagnis, il trionfatore di Coppa 2010, fa una pregevolissima prestazione, ma ferma senza esito. C’è da dire, peraltro, che alcuni spettatori, degni della massima fiducia, giurano di aver visto volare le starne, non viste né dalla giuria, e nemmeno dal conduttore. Sta di fatto che per Hectore la Coppa quest’anno si chiude qui.
Il dodicesimo turno riserva le più forti emozioni per noi italiani. Tocca infatti a Nosferatus, la nostra ultima carta. Tutto si deciderà, riguardo alle sorti della nostra squadra, in questi pochi minuti. L’attesa, l’ansia, la tensione sono forti, e palpabili. Il cane di Scipioni è in coppia con una vecchia conoscenza, OK della Vecchia Irlanda, che corre per i colori iberici, un bravissimo setter, non più giovane, eroe di mille battaglie. Si ha immediatamente l’impressione che Nosferatus ingrani la presa diretta, ma anche OK è molto energico, e si preannuncia una battaglia scintillante. Il primo a fermare e risolvere è OK, dopo di che il setter della squadra italiana con tenacia e caparbietà va a prendersi un punto all’estrema destra, lontanissimo. Tutti noi, è naturale, restiamo in fremente attesa, mentre Scipioni impiega un tempo che in quei momenti ci pare interminabile a servire il cane. Ma Nosferatus rimane là sicuro e immobile ad attendere il suo conduttore, e quando questo finalmente arriva sul posto e si piazza alla coda del suo pupillo s’invola prontamente la coppia. Grande tripudio, ma ancora siamo appena a metà dell’opera. I cani vengono fatti ripartire, e si rimettono a battere il terreno pancia a terra. Nosferatus si porta sull’estremità sinistra, entra in emanazione, la rimonta filando armoniosamente in bella espressione, va avanti e infine scivola in ferma sicura. Il conduttore giunge a servirlo, e il punto si conclude nel migliore dei modi. Nel frattempo, anche OK ferma e risolve un’altra coppia. Stavolta il turno è finito, in molti raggiungiamo Ademaro che viene salutato al rientro da alte ovazioni che si levano da gli italici manipoli. Si cominciano a fare un po’ di conti, ma non bisogna mai dare niente di scontato fino a che la gara non è finita. Al turno successivo la francese Ava si aggiudica un punto, ma non può aspirare alle vette della classifica. Restano completamenti e richiami, tra i quali quello di Groom. Tuttavia, il pointer di Forti, anche disturbato dal compagno, incappa nell’errore, mettendo in volo una coppia inizialmente fermata, e così pone fine alle sue aspirazioni, e a quelle della squadra padrona di casa.
Il presidente di giuria, Guenaga, decreta la fine delle ostilità. La camera di consiglio non è lunghissima, ed eccoci al verdetto. Vince con il CACIT Nosferatus, la riserva a Dum e il terzo Eccellente a Flok. La Coppa è di nuovo saldamente nelle nostre mani.
CLASSIFICA
1° Ecc CAC CACIT Nosferatus di Val di Chiana, sim, cond. Scipioni, Italia
2° Ecc Ris CAC Ris CACIT Dum di Loro Piceno, sim, cond. Dotti Svizzera
3° Ecc Flok della Vertematese, ptm cond. Pezzotta Italia
Ecc Besinos Panthos, sim cond. Mavridis Grecia
Ecc Banco du Mas du Zouave, ptm cond. Teulieres Francia
Ecc OK della Vecchia Irlanda, sim cond. Baldoni Gibilterra
Ecc Adagio of Glenn Sheallag, ptm cond. Girandola Svizzera
Ecc Tirano de Xeara, ptm cond. Rico Garcia Spagna
MB Annibal del Nenkowsky, ptm cond. Gavrilovic Bulgaria
MB Meta del Duda, ptf cond. Traina Serbia
MB Folly di Montale di Serbia, ptf cond. Baldoni Serbia
MB Artur del Nenkowsky, ptm cond. Nenkowsky Bulgaria
MB Radentis Milano, sim cond. Garanzini Lituania
MB Fjalar, sif cond. Pianaro Belgio
MB Hellenic Bill, ptm cond. Katsaros Grecia
MB Ava della Pernice Rossa, ptf cond. Lanne Francia
MB Morgan Sandrisana, ptm cond. Simeons Serbia
B Rijanis Adagio, sim cond. Gavrilovic Bulgaria
CLASSIFICA A SQUADRE
1° ITALIA punti 20
2° SVIZZERA punti 18
3° SERBIA punti 12
4° GRECIA punti 11
4° FRANCIA punti 11
6° BULGARIA punti 10
FOTO
Derby 2011
Non esiste una gara che possa anche lontanamente essere paragonata al Derby, innanzitutto per il suo pregnante inarrivabile portato tecnico, e poi per il suo fascino, per la sua capacità di far convergere interesse e partecipazione, per l’atmosfera di attesa, speranze, curiosità. Il Derby è lo "state of the art” dell’allevamento italiano, il suo annuale "up-date”. Mi obbietterete: queste son cose dette e ridette, sapute e risapute, fritte e rifritte. Sì, d’accordo, ma non sono stantìe e superate, sono sempre invariabilmente attuali, e vere, e fondamentali. In un periodo in cui, ad onta di tante vuote parole, di tanto "politichese” a buon mercato, di tanta "vanity fair”, ci sarebbe un enorme bisogno di tornare alle nostre vecchie solide gloriose radici, di risvegliare una passione e un’alacrità, una fiducia e un senso di attivo coinvolgimento, che la nostra cinofilia, il nostro mondo, il nostro allevamento, le nostre migliaia e migliaia di appassionati, che ai cani dedicano gran parte della loro vita, non chiedono altro per poter ancora, nonostante tutto, dimostrare e mettere a prova, assistere a un Derby come quello corso alla Tollara dal 25 al 27 marzo fa rinascere entusiasmi sopiti, aspettative abbandonate, sogni accantonati, risveglia il fuoco che cova, sempre più flebilmente, sempre più soffocato, ma cova, sotto le ceneri. Nel 1994 non si poté correre il Derby, che fu, con provvedimento destituito di qualsiasi ragionevole giustificazione, rimandato all’anno dopo. Prima che questa insensata decisione venisse definitivamente adottata, ci fu chi propose di correre il Derby in Polonia, che, in quel momento, era all’apice del suo eccelso inimitabile fulgore. Fu opposto un assoluto diniego, che, in assenza di cause di forza maggiore, e in presenza di un’alternativa italiana, sarebbe potuto essere saggio e commendevole, ma solo per le motivazioni suddette. Che se erano valide allora, rimangono valide, se non di più, anche oggi.
Centotrentasei cani iscritti, quasi tutti presenti ai nastri di partenza. Tanti dilettanti, o "privati”, come vengono chiamati spesso con bizzarro appellativo, e praticamente tutti i nostri professionisti. Al Derby non si può mancare. Non possono mancare i cani, perché questa è la rassegna della verità. Questo è ciò che produce - nonostante tutto! - il più forte e prestigioso allevamento del mondo, questa è la crema che si ottiene da oltre quindicimila nuove nascite annuali. E non possono mancare i cinofili, siano essi conduttori, allevatori, giudici, tecnici, proprietari, appassionati, spettatori, curiosi, dirigenti: insomma, non importa a quale titolo, ma al Derby non si può mancare, a patto che non si debbano fare viaggi da cinquemila chilometri di strada e cinquemila euri di spesa!
Il Derby è il Congresso annuale della Società cinofila italiana.
Quello vero, l’unico vero, dove contano i fatti, non le chiacchiere, le ambizioni, le millanterie, gli interessi di parte.
Le consuete due batterie, giuria della prima presieduta da Oliviano Nobile, con Giovanni Bernabè ed Ermenegildo Bonfante, giuria della seconda presieduta da Franco Zurlini, con Gianluca Luconi e Giambattista Mantegari.
Terreni perfetti, ma con l’unico limite, che purtroppo caratterizza la Tollara, consistente nel fatto che è difficile seguire e veder bene molti turni. È pur vero che al Derby si va un po’ con lo spirito dei loggionisti del regio di Parma, i quali (almeno ai bei tempi) mangiavano e libavano beati, fino a che qualcuno avverte che Manrico sta per intonare "Di quella pira” e allora tutti alla balaustra!
È la stesso spirito che aleggia a Chantilly sul prato dei Condé, e più di tutto nel Surrey, a Epsom, dove i venti-trenta ettari racchiusi all’interno della pista sono invasi e gremiti fino all’ultimo esiguo spazio da amici e famiglie, accorsi da tutto il Regno Unito, che fin dal mattino bisbocciano in allegria, in attesa che vadano in scena i due minuti e mezzo del sacro rituale, destinato a incoronare il più forte puledro della generazione dei tre anni. Bisognerebbe che qualcuno un giorno si alzasse e dicesse: "Amici, sono dolente di informarvi che il Derby quest’anno sarà corso negli Emirati Arabi. Là ci sono i soldi, la passione, i più forti proprietari e allevatori, e magnifici ippodromi, dove già si corrono grandi corse. Non possiamo dir di no”. Sarei curioso.
Il clima dei grandi ippodromi emana un fascino irresistibile, dove si annullano contrasti e differenze di gruppo, di ceto e di casta, che naufragano, almeno per un giorno, nell’ardore di un fuoco che accomuna tutti, senza distinzioni. Come narra meravigliosamente Luigi Gianoli, Lord Exeter un giorno fu salutato, nel centro di Londra, da un bookmaker, un allibratore, che gli chiese come stava. Sua Signoria gli rispose altezzosamente che la faccenda non lo riguardava, perché la loro conoscenza si esauriva nel recinto del peso. Poco tempo dopo il nobiluomo si accingeva, ad Ascot, a fare una scommessa al picchetto, ma si sentì replicare che le sue scommesse potevano essere accettate solo alla Camera dei Lords. Diventarono, dice Gianoli, grandissimi e inseparabili amici.
Ma lasciamo stare il grande, e torniamo al nostro piccolo. Piccolissimo, ma amatissimo.
Sarebbe il caso che una volta mi decidessi a farla finita di far capire a ogni piè sospinto quanto siano immensi e incondizionati il mio amore e la mia passione, perché poi è troppo facile, per gli altri, approfittarsi di una condizione di così rara vulnerabilità! Ma che ci volete fare, è più forte di me. Ma, a ben guardare, è al tempo stesso anche la mia forza: nessuno, per quanti sforzi faccia, può pensare seriamente di riuscire a farmela passare!
Arrivato, in ritardo, sui campi di gara, a un certo punto ho visto, nel binocolo, apparire Pino Dellatorre. Il quale sapeva che uno dei principali miei motivi di interesse era vedere all’opera il suo Single della Cisa. Mi ha detto per telefono che mancava poco, e così mi sono fermato e siamo andati insieme ad attendere il momento tanto atteso. Strada facendo mi ha informato di aver già potuto assistere a sontuosi sfoggi di gran classe. Poco prima aveva corso, condotto da Valentino Morandini, un pointer bianco-arancio di nome Licinio, allevato da Alvaro Pica ed appartenente a Luigi Endrizzi. E Pino me lo ha descritto in termini più che entusiastici. Oltre a qualche altro cane, espressosi a livelli di eccellenza. Mentre aspettiamo, Angelo Testa entra in campo con un bel pointer al guinzaglio, un bianco-arancio figlio di Fiano del Volturno, di nome Giotto dei Mascii. Il quale parte bene, e mette subito in mostra un galoppo assai elegante. Poi ferma un fagiano e fa una breve rincorsa al frullo, che gli costa l’eliminazione. Arriva il turno di Single. Ma oggi la fortuna non è dalla sua parte. Gli tocca un terreno non ideale, ma soprattutto non è ideale la direzione del vento. Ragion per cui, il figlio di Rolan stenta ad inquadrarsi, risultando sacrificata l’esplorazione della parte destra del campo. A me comunque Single piace lo stesso, e parecchio, per la sua potenza, la meccanica e il portamento di testa, e mi rammarico molto che per lui il Derby finisca lì.
Un altro soggetto che ha suscitato unanime apprezzamento è stata una femmina pointer bianco-nera, Pupa del Galoppatore, presentata da Andrea Nuziata, che ha dimostrato di muoversi bene e di avere l’animus del trialer. Non passa molto tempo che arriva, trafelato ma raggiante, dall’altra batteria, la prima, Americo Procaccini. Ci narra felice che i due fratelli Picenum, Zafir e Zenek, alla mano di Davide Bruni, hanno dato spettacolo, strappando applausi a scena aperta. Ma ora tutti siamo in fremente attesa di vedere all’opera il loro fratello, Zivago, affidato ad Ernesto Pezzotta. Anche in questo caso il terreno non è il massimo. Ma il bel pointer lo affronta sicuro e maestoso, magistralmente condotto. Passano i minuti, il turno, in crescendo, si sviluppa in amplissima cerca, che a mano a mano allontana il cane dal nostro punto di osservazione. Zivago impressiona per la magnifica spinta e il regale portamento. A un tratto, già lontanissimo, scatta in ferma. Poi sembra ripartire, finché si blocca di nuovo, dando la netta sensazione di essere sul selvatico. Seguo la vicenda con grandissima attenzione e pari emozione. Ed è propria questa che mi tradisce: Zivago guida in stile, e alla fine, al limitare tra il verde e un arato, vola qualcosa, ratto e veloce, che scompare subito alla vista. Io sentenzio che son partite le starne, suscitando grande e comprensibile giubilo in chi mi sta vicino, in primo luogo, ovviamente, Americo. Il turno si concluderà alla grande. Ma purtroppo, accorsi a felicitarci, rimaniamo crudelmente delusi: non era una starna, ma una fagiana! A questo punto, tutto è rimandato al richiamo dell’indomani. Per qualche attimo ho sinceramente temuto che Americo mi bastonasse: se non l’ha fatto, e ne avrebbe avuto ben onde, è solo perché ancora credeva che si trattasse di uno scherzo, escogitato dal terribile Ernesto per tenerlo ancora un po’ sulle braci ardenti. C’è tempo per qualche altra bellissima esibizione, tra cui quelle di Liver della Regina del Bosco, setter condotto anch’esso da Pezzotta, che sfoggia un bel galoppo lineare e composto, e molta iniziativa, di Dino, pointer figlio di Sansone, condotto dal bravissimo Fabrizio Baraghini, e soprattutto dell’entusiasmante Robin Hood di Tramonte, pointer bianco-nero, figlio di Gaio, allevato da Pierdomenico Favaro, appartenente ad Aulo Toffolo e condotto da Morandini. Robin Hood sciorina un turno da manuale, sprizzando classe e potenza e temperamento da tutti i pori. Cala il sipario sui turni del Derby, raggiungiamo in fretta la Cascina Tollara, dove cerchiamo notizie della prima batteria. Qui si sta facendo gran festa per i turni, che ci dicono eccezionali, di diversi cani. In primis, di un setter di Paolo Scudiero, da lui stesso condotto, di nome Rapace del Sole, il sopraffino marchio di fabbrica del grande Ivo Geminiani, felicissimo. Poi c’è il pointer Luibor Flash, bianco-nero sempre di Scudiero, allevato da Luigi Borrelli e condotto da Rudy Lombardi. Mi avevano già parlato di questo cane, in termini egregi, e sono molto contento che abbia risposto in maniera così convincente. Ci sono stati anche due setter presentati da Targetti, due fratelli, Memo e Mio, che si sono magnificamente comportati. Poi il setter Gerico, che ha destato vivissima ammirazione, come immancabilmente accade quando Valerio Ronchi presenta, da par suo, un alunno al Derby. Poi il pointer Boss, figlio di Axel della Galluccia, schierato in campo da Luigi Taccon, di cui mi dicono mirabilie. Cerco di informarmi delle due femmine, tanto attese, di Stefano Girandola, entrambe figlie dello stallone fenomeno Zen del Feltrino, Daria della Cervara, sorella piena di Cleo, e Ria dei Boselli. Mi riferiscono che mentre Daria oggi non è riuscita ad esprimere tutto il suo enorme potenziale, Ria ha espletato un turno formidabile. Incontro anche Graziano Forti, il quale mi afferma che il suo Quark del Nocino, prole del grande Daly, si è comportato da gran trialer, ma ha poi commesso un errore. Il conduttore mi saluta esprimendo piena fiducia nel futuro del suo allievo. Sono molto contento per Severino Traina, quando mi parlano benissimo del suo pointer Luca dei Scaini, inclita progenie di due fuoriclasse, Prinz e Venere. Luca appartiene al Prof. Zacchello, che ripone in lui fervide speranze. Tra i protagonisti non manca mai Francesco Moretti, che piazza ai richiami Zac, un eccellente setter figlio del prediletto Valentino, fine stilista, per la soddisfazione dei due Collodoro, padre e figlio. Insomma, ho visto poco, ma le buone novelle fioccano. Bisogna citare anche Baro, un ottimo pointer allevato da Raffaello Cerretelli, appartenente a Luigi Del Duca, e condotto da Leonardo Burresi; Celin di Val Bruna, una setter gordon, condotta dal proprietario Gualtiero Quaglino; mi narrano cose molto belle di Sultano, pointer di Omar Dioni, figlio del suo Bill, condotto da Luigi Maggiolo; e della setter Foan Unga, presentata dal suo allevatore Antonio Fochesato; e di Ares, setter di Antonio Locatelli, allevato da Angelo Quarantini, e presentato da Rudy Lombardi. Sul far della sera si raduna una vera folla alla Tollara. Ci sono quasi tutti, occorrerebbe un’edizione straordinaria del "Gazzettino del bel mondo” per elencarli. Ci sono, indaffaratissimi, Mario Agosteo, Giuseppe Coti Zelati e, fresco reduce dalla bellissima vittoria della Coppa, Silvio Marelli. E Nicolotti, che sovraintende allo svolgimento dei turni. Ho trascorso molto tempo insieme con Alvaro Pica, grandissimo allevatore, e ne ho approfittato per trarne molti preziosi insegnamenti. Parlo a lungo con Richard Simeons, prestigioso allenatore che anche quest’anno presenta un nutrito lotto di allievi, come al solito, molto qualitativi, che sapranno certamente farsi valere. Interessanti colloqui, come sempre, con Giacomo Cantoni. C’è Rodolfo Grassi, l’infallibile penna della cinofilia, sempre affabile e cordiale, pronto a ritrarre da par suo le fasi salienti di questo grande meeting. C’è l’amico Ingegner Crosariol, anch’egli sempre presente. Sono felice di salutare i due ottimi delegati dell’ENCI, Paolo Andreini e Luigi Consonni, nonché l’impagabile Luca Mollo, funzionario ENCI di straordinaria efficienza e cortesia. Ci sono illustri eccezionali sportsmen e allevatori come Roberto Pedrazzetti, Orlando Fabbri, Luigi Parpajola, Angelo Mocchi, Claudio Macchiavelli, Vito Ragone, Giorgio Tombolan, il cui setter Dik del Giorton ha ottimamente figurato, condotto dal bravo Valentic. C’è Paolo Berlingozzi, con l’ormai onnipresente troupe di Sky TV. Saluto con grande piacere Libero Zagni, Giuliano Pasotti, Paris Eschini, Livio Dotti, Filippo Mattei, Angelo Barbieri, Domenico Petrella, Gian Paolo Spada, Alessandro Bollini e tanti, tantissimi altri, senza contare tutti quelli che, pur presenti, non ho potuto incontrare, nella gran folla degli appassionati. Mi dicono che sia andato alla grande anche un pointer condotto da Mauro Iazzetta, Delirio della Galluccia, un bel cane, tipico e distinto, figlio di Axel della Galluccia, allevato da Luca Simone e di sua proprietà.
Insomma, si farebbe molto prima a dire chi non c’era. Per tutti gli altri illustri partecipanti a questo Derby mi tocca scusarmi e rinviare i lettori al catalogo ufficiale della manifestazione.
La sera, siamo onorati di avere il privilegio di poterla piacevolissimamente trascorrere in compagnia dei Signori Endrizzi, e di altri gentilissimi amici. L’indomani mattina, si decideranno le sorti di questo Derby. Intanto godiamoci questi momenti felici, fatti di indimenticabile allegria e di abbandono a ciò che più ci piace, bei ricordi e grandi cani, fantastiche gare e celebri cucciolate.
Domenica mattina si riconferma che sono un po’ arrugginito, e non ho quella foga e quella tensione che in altre occasioni mi hanno condotto a cercar di non perdermi niente. Infatti, arrivo sul terreno quando Licinio, dopo una prima parte di livello eccezionale, comincia ad esagerare e se ne va fuori mano. Il che, manco a dirlo, appo noi, lungi dallo scandalizzarci, è anzi accolto come grande segno. Tutti i presenti, tra cui varie voci autorevolissime, sono concordi nel pronosticare a questo pointer un futuro radioso. Poi vedo il turno di Pupa del Galoppatore, femmina di grandi prospettive, che fa sudare le sette camicie a Nuziata per cercare di tenerla a bada. Quindi scende in campo Pezzotta con Zivago. Il pointer ribadisce mirabilmente la sua energia, la sua padronanza del terreno e del vento, e il suo invincibile desiderio di trovare. E finalmente arriva l’incontro, così agognato, a coronare una prestazione sopraffina. Zivago blocca in grande stile, e risolve, corretto. Non si descrive il tripudio al rientro del binomio. Mi affretto quanto posso a telefonare ad Americo, che sta seguendo l’altra batteria, ma c’è chi mi ha preceduto. I richiami si concludono con la spettacolare performance di Robin Hood di Tramonte. Mi dispiace immensamente che Pierdomenico Favaro sia dovuto rientrare a Padova per suoi impegni, perché sarebbe stata una grande gioia per lui, che pure è da sempre avvezzo a gli innumerevoli trionfi dei suoi campioni, assistere alla meravigliosa prestazione del suo allievo. Che ci ha tenuti con il fiato sospeso fino al termine del prolungato richiamo, nella mai sopita speranza che potesse incontrare le starne: sarebbe stato il meritato premio per un Derby corso alla grandissima dall’alunno di Morandini. Robin Hood ha dato lezione di mentalità, cerca e qualità, e sarà sicuramente un protagonista assoluto nei prossimi anni.
Finiti i richiami in questa batteria, provo a spostarmi nell’altra. Apprendo che Ria, di Girandola, ha fatto il punto nel richiamo, ribadendo le eccellenti note evidenziate nel turno, ma non è rimasta perfettamente corretta al frullo. Faccio in tempo ad assistere a gli ultimi due turni di richiamo, quello di Luibor Flash, e quello di Mio, di Targetti, che sfreccia come un missile, ma purtroppo senza incontrare. Poi, mentre non resisto alla tentazione di un frugale picnìc, un sempre più raggiante Americo mi informa, con entusiasmo al diapason, che anche Zenek, richiamato per la seconda volta, ha concluso con un gran punto: come dice lui, il Derby si concluderà con "una lotta fratricida”!
La folla si riversa alla Cascina, dove si svolgerà la sfida fatale. Il folto e trepidante pubblico si dispone lungo il campo prescelto per il turno di coppia. Nell’attesa, è divertente percepire, sia pure casualmente, alcuni commenti: non tutti fanno parte degli "addetti ai lavori”, ci sono anche neofiti o spettatori occasionali. C’è per esempio chi si chiede, fors’anche leggermente indispettito, come mai ci siano tre pointer qualificati, e nessun setter. Come se fosse colpa di qualcuno! Bisognerebbe che qualcuno spiegasse che le gare, tutte le gare, sono così, e in modo particolare il Derby, che da sempre vede, e direi necessariamente, una periodica alternanza delle due razze, del tutto casuale e fisiologica. Del resto, ai richiami sono andati setter quasi in egual misura ai pointer, per cui le cose sarebbero potute andare anche in modo del tutto opposto, senza che questa evenienza fortuita potesse in alcun modo scalfire il giudizio positivo sui cani che, pur non avendo la fortuna di incontrare, avevano messo comunque in mostra bellissime doti. Anche in questa, come nelle precedenti occasioni, le due razze si sono dimostrate, alla prova dei fatti, sostanzialmente equipotenti, senza né vinti né vincitori: i vincitori sono solo i singoli cani, indipendentemente dalla razza cui appartengono. Ci sarebbe semmai da chiedersi come facciano i pointer, con nascite che sono un quinto, un sesto dei setter, o giù di lì, a reggere costantemente il confronto. Ma questa è una faccenda ormai vecchia e ampiamente dibattuta, e non sapremmo, anche ora, come in altri casi, fornire ipotesi e interpretazioni che non siano già state più volte avanzate e proposte. Inutile perciò stare a ripetere che i setter, essendo una razza attualmente, e per me in gran parte inspiegabilmente, assai più diffusa tra i cacciatori, presentano forse un mosaico genetico più eterogeneo variegato e polimorfo, il che renderebbe automaticamente ragione del fatto che con minor frequenza nei setter possono nascere cani, altrettanto validi, ma mediamente meno spesso predisposti a riuscire dei trialer. Senza contare che, al prossimo Derby, molto probabilmente la situazione si presenterà del tutto rovesciata a favore dei setter, come è sempre accaduto, in un’alternanza continua di sorti e vicissitudini che, anch’essa, coopera ad aggiungere sale e interesse a una cosa già per di sé sapidissima e interessantissima. E senza contare un altro aspetto, già detto e ridetto, ma non per questo, secondo me, meno vero, e cioè che al Derby si accorre da ogni parte d’Italia non solo e non tanto per ammirare e acclamare chi vince, e chi va in classifica, ma soprattutto per vedere il giovane virgulto, setter o pointer che sia, con la vera stoffa del vero trialer. Sarà poi la successiva carriera a fare la cernita, con responsi che, al lungo andare, sono, non sempre, ma sovente, giusti e veritieri.
Già che siamo un po’ in tema, mi verrebbe a questo punto il destro di un’altra considerazione. Qualche mese fa, tornando dalla Polonia, mi pare che toccai questo argomento, in un breve scritto apparso sulla Gazzetta della Cinofilia. Si tratta di genealogie di pointer. Prendiamo i cani portati al richiamo. Se non erro, mi pare che siano in tutto ventidue: un setter gordon, otto setter inglesi e tredici pointer. Occupiamoci di questi, scorrendo nell’ordine i nomi dei richiamati, a cominciare dalla prima batteria. Boss: sua madre, Assia, è figlia di Ribot, il padre, Axel della Galluccia, è figlio di Fiano del Volturno, nipote di Ribot. Baro: discendente diretto di Ribot, nasce da Alpinensis Klarc, figlio di Ribot; inoltre, la madre di Klarc, Etual, è anch’essa nipote di Ribot. Ria dei Boselli: figlia di Zen del Feltrino, e quindi nipote diretta di Ribot; la madre, Bonny, è nipote di Romina, sorella di Ribot. Picenum Zafir e Picenum Zenek: discendenti diretti di Ribot, in quanto figli di Kaster, figlio di Ribot; la madre, Picenum Rosy, nasce da una nipote di Ribot. Luibor Flash: il padre, Sirio, è figlio di Ronaldo; la madre, Cica, nasce da Clery, nipote di Ribot. Seconda batteria. Licinio: figlio di Sansone e Zena, fratelli pieni, figli di Rio, figlio di Ribot. Picenum Zivago: vedi sopra. Dino: stesso discorso, figlio di Sansone, e quindi discendente diretto di Ribot. Robin Hood di Tramonte: nipote in linea retta di Ribot, in quanto figlio di Gaio. Di tredici pointer richiamati, dieci hanno Ribot nelle prime generazioni del pedigree, alcuni con inbred. Di questi dieci, sette maschi sono diretti continuatori della linea stalloniera di Ribot, essendone nipoti o pronipoti da parte di padre. La femmina Ria discende anch’essa in linea retta da Ribot, che ne è, anche nel suo caso, l’avo paterno. Attraverso quattro stalloni suoi figli, Alpinensis Klarc, Gaio, Kaster e Zen del Feltrino, e uno stallone suo nipote, Sansone, Ribot della Noce ha da solo portato al richiamo otto cani su ventidue, e otto pointer su tredici, e gioca un ruolo chiave nell’architettura genealogica di altri due. Credo di poter tranquillamente affermare che una situazione del genere non ha alcun paragonabile precedente nella storia, nemmeno ai tempi di Xocrate. E suscita almeno due riflessioni. La prima è che Ribot della Noce è stato per l’allevamento del pointer una forza prodigiosa, possente a tal punto da improntare in modo indelebile una lunga fase che si protrae ormai da anni, durerà ancora per chi sa quanto, e presumibilmente continuerà a far sentire i propri insigni effetti per sempre, come accade per i pochissimi stalloni caporazza capaci di determinare svolte decisive e permanenti. La seconda è che, accanto a questa inestimabile fortuna, accanto a questo patrimonio di cui avvalersi a piene mani, sorge anche l’esigenza di una certa attenzione, tale da far sì che lo strapotere genetico di Ribot non finisca con l’offuscare troppo altre preziose correnti, con associato il pericolo di un eccessivo inbreeding. Il sangue di Ribot è uno strumento preziosissimo che i nostri allevatori dovranno saper usare e dosare con misura e accortezza, valorizzandone le sterminate risorse e al tempo stesso unendolo ad altre linee valide e foriere di sostanza e qualità. Non dobbiamo diluire troppo la linea di Edo e di Islo, e dobbiamo continuare ad avvalerci di quelle, tanto feconde, di Sernos, Ardito, Hardy, Flash, Fauno eccetera. Almeno, questo è il mio parere.
Ma torniamo alla cronaca, siamo all’epilogo. L’ansia serpeggia nelle file guerriere assiepate lungo la strada. I due campioni, al guinzaglio di Davide Bruni ed Ernesto Pezzotta, entrano nell’arena. La giuria, a sezioni riunite, dà il segnale di battaglia. Il turno fluisce maestoso, all’inesorato ritmo scandito dai due contendenti, nessuno dei quali è intenzionato a cedere il passo, ma combatte strenuamente assetato di vittoria. Ora sale un brusio da gli astanti, si accavallano i commenti, i pareri, i pronostici. In quei brevi minuti, durante i quali l’attenzione di tutti è magicamente calamitata dal verde intenso dell’immenso campo di gara, ognuno in cuor suo si sente come se fosse il giudice gravato dall’alta responsabilità del decreto finale. Qual’è il più bel galoppo? Chi ha più cavalli e benzina nel suo potentissimo motore? Chi affronta con più coraggio e iniziativa il vento e il terreno? Di lì a poco saranno i giudici a dare la definitiva risposta. E fanno bene, molto bene, a prolungare la durata dell’acerrimo agone. Perché questo non è un barrage, questo ha da essere un turno di coppia, e finalmente, e lodevolmente, lo è. A un tratto si ode lo squillo di tromba, e tutta l’ingente tensione accumulata in quel breve trascorrer di tempo si scioglie spontaneamente in un lungo, scrosciante, sonoro, interminabile applauso che si prolunga a significare l’emozione, l’apprezzamento, la gioia di tutti. In quella ovazione si possono manifestamente leggere molti significati, molti messaggi. Non è solo l’espressione di come e quanto sia stato gradito quel bellissimo spettacolo, di quanto siano stati bravi e siano piaciuti i cani, e anche i loro abilissimi conduttori. Ci sono altre cose. C’è la soddisfazione di esserci, di aver visto, di poter ricordare e raccontare, l’orgoglio di aver partecipato, ognuno per i suoi motivi, per la sua passione, per la sua sete di cinofilia al massimo livello, poter narrare ai nipoti, nelle rigenti sere invernali seduti attorno al focolare, il grande e nobile duello che decise quel Derby bello e famoso, bello e famoso come tutti quelli che ci sono stati e quelli che dopo verranno, a scrivere la storia della nostra inesausta passione, e del nostro grande allevamento di setter e pointer.
S’intrecciano freneticamente i pareri e le opinioni: ma l’esito appare incerto e combattutissimo. Tutta la comitiva si trasferisce celermente nel piazzale predisposto al verdetto. Inizia a relazionare Oliviano Nobile, e lo fa con molta precisione, chiarezza, eloquenza ed eleganza. Poi la parola passa a Franco Zurlini, cui spetta anche, per diritto di anzianità, dar lettura della classifica finale. Il pubblico è numeroso, siamo piuttosto lontani, non è facile riuscire a udire bene tutto, ma sostanzialmente mi pare che la giuria si soffermi soprattutto a sottolineare le buone note evidenziate dai cani portati al richiamo, di cui abbiamo già cercato, in questa nostra cronaca, pur inevitabilmente lacunosa, di riferire nel miglior modo che ci è stato possibile.
Ma prima voglio citare il breve intervento fatto da Luigi Consonni, che appartiene senza ombra di dubbio alla ristretta coorte dei migliori cinofili che abbia mai conosciuto nella mia lunga militanza e frequentazione. E Consonni dice delle cose giustissime, che riscuotono il consenso e il plauso di tutti i presenti. Dice che questo Derby è stato un grande successo, merito principalmente di tutti coloro che si sono impegnati nell’organizzarlo, e in primo luogo di Elio Cantone. E aggiunge che da questo indubbio successo si devono trarre i conseguenti auspici, che la cinofilia italiana ritorni in Italia, o almeno anche in Italia, dove, e l’evidenza dei fatti sta lì concretamente ancora una volta a testimoniarlo, c’è tanta voglia e tanto desiderio di poter assistere a questo per noi inarrivabile spettacolo e condividere quella passione che, una volta tanto, ci ritrova tutti riuniti assieme.
Ma è il momento del gran finale: vince con il CAC Picenum Zenek, pointer maschio bianco-nero da Kaster e Picenum Rosy, da Picenum Layos, allevato da Americo Procaccini, proprietario Avv. Sergio Milia, conduttore Davide Bruni. Secondo, con la Riserva di CAC, il fratello, bianco-nero, Picenum Zivago, allevatore e proprietario Procaccini, conduttore Ernesto Pezzotta. CQN Ria dei Boselli, pointer femmina bianco-nera, da Zen del Feltrino e Bonny dei Boselli, da Milord di Groppo, allevatore Luigi Boselli, proprietario Angelo Mocchi, conduttore Stefano Girandola.
Prima di ripartire verso casa, mentre tuttora si festeggia tra lampi di foto e interviste televisive, scambio ancora qualche parola con Elio Cantone. E da questo colloquio, in cui, tanto per cambiare, ci troviamo completamente e assolutamente d’accordo, emergono né più né meno le stesse considerazioni che ho intenzione di apporre qui, a chiusura di questa mia cronaca. Questo Derby è stato bellissimo, tutto ha congiurato perché lo fosse: i terreni, l’organizzazione, la qualità dei cani, la partecipazione della gente. Sarebbe stato perfetto se ci fossero state più starne. Non si tratta di un dettaglio marginale, ma di una componente essenziale. Nella storia cinofila di questo nuovo secolo, ci sono stati, da questo punto di vista, due Derby strepitosi, i migliori da ricordare: quello del 2000 al Mezzano, e quello del 2006 a Mandrogne, con tanti incontri, tanta soddisfazione e tanti cani in classifica. Questo dimostra, inoppugnabilmente, che, se si vuole, si può. Se anche questo Derby 2011 avesse beneficiato dell’adozione, per quanto riguarda le starne, degli stessi metodi e criteri dei due Derby testé citati, sarebbe stato perfetto. È un discorso che io (ed Elio Cantone, a quel che ho capito, concorda in pieno con me, ma non solo lui) cerco ostinatamente di portare avanti da sempre, ho motivato e ribadito in una infinità di occasioni e circostanze, e non mi stancherò mai di ripeterlo, sempre pronto a fornire tutti i convincimenti, e anche gli elementi oggettivi, su cui si basa la mia opinione.
Il Derby è la festa di tutti, e tra i primi sono i conduttori e i proprietari. Ma al di sopra di tutto è la festa dell’allevamento e degli allevatori, e dunque onore e gloria all’ Ingegnere Americo Procaccini, che "giunge e tiene un premio ch’era follia sperar”. A lui, e alla sua gentile compagna Anna Gesiarz, che gli è vicina e lo aiuta e condivide con lui le gioie e la passione dell’allevamento, tutte le nostre più sentite, sincere, calorose felicitazioni.
Luigi Gianoli, nelle sue "Storie di Derby” narra episodi e particolari deliziosi. Dice anche che il sovrano "usava sempre invitare il proprietario del vincitore del Derby per porgergli di persona i suoi complimenti: il pranzo a Buckingam Palace era sempre splendido e degno di un re. Tutte le tappezzerie portavano i colori della scuderia vincitrice”. E narra anche che "il barone de Hirsch iscrisse nel Derby [1892, NdR] la sua meravigliosa La Fleche: tutte le somme che la cavalla aveva vinto nelle corse precedenti erano state donate dal barone a un’opera di carità. La Fleche finì sfortunata seconda nella grande corsa: il nobile versò ugualmente all’istituto di carità tutta la somma di denaro prevista per il vincitore. «I miei beneficiari non debbono pensare che La Fleche sia stata battuta nel Derby»”.
Una immane quantità di acqua è da allora passata sotto i ponti: il mondo è cambiato terribilmente. In matematica, una retta è individuata da due punti, che ne determinano la direzione. Poniamo che un punto sia in quei lontani ultimi anni del XIX° secolo, e un punto sia al giorno d’oggi. Da una parte la nobiltà, lo stile e la delicatezza del bel tempo che fu, dall’altra l’odierno squallore. Nella direzione della retta, ci si può spostare in un senso o nell’altro. Perché, mi chiedo, ci si deve muovere sempre in un verso, e mai, almeno una volta ogni tanto, in quello opposto?
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Gran Premio Oscar Monaco
(Giuria: Franco Zurlini, Paolo Berlingozzi, Gisueppe Bonacina, Paolo Verdiani)
1° Ecc CAC Rapace del Sole s.i. Propr. Paolo Scudiero Cond. Rodolfo Lombardi
2° Ecc 1^ Ris CAC Bobo s.i. Propr. Vittorio Barzaghi Cond. Angelo Testa
3° Ecc 2^ Ris CAC Eros del Sole s.i. Propr. Paolo Scudiero Cond. Rodolfo Lombardi
Ecc Cesare dei Mascii pt Propr. All.to dei Mascii Cond. Davide Bruni
Ecc Vasco del Frangio pt Propr. V. Morandini Cond. Angelo Testa
Ecc Paiper s.i. Propr. F. Salatin Cond. Rodolfo Lombardi
Ecc Eugubium Dorian pt Propr. A. Benini Cond. Francesco Moretti
Ecc Ghibli pt Propr. L.A. Endrizzi Cond. Giacomo Cantoni
Ecc Hacker s.i. Propr. A. Locatelli Cond. Rodolfo Lombardi
Nel novembre 2008 avevo avuto la mia prima e, fino a pochi giorni fa, unica esperienza di gare a grande cerca autunnali in Serbia. Per il resto, avevo frequentato le gare primaverili, sia come giudice che come spettatore. Trascorsi tre anni, sono tornato a giudicare in autunno. Inutile dire quale grande affollarsi di ricordi mi pervade ogni volta che ravviso quei luoghi ameni della prima gioventù: son cose che ho già rammentato più volte.
Mi hanno detto che da più di tre mesi e mezzo non è caduta una goccia d’acqua sui terreni di Niš. Il risultato è, grosso modo, questo: moltissimi terreni arati, molti dei quali durissimi, ma anche pochi erbai ricresciuti, e molte meno làppole. Visibilità e ampiezza migliori del solito. Ma anche, ovviamente, grosse difficoltà per i cani. Questo, complessivamente, il quadro della situazione, pur con una certa variabilità da zona a zona.
Organizzazione perfetta. I cinofili serbi sono ospitali, gentili, cordiali, efficienti come e più di sempre. Hanno una profonda tradizione e una altrettanto profonda cultura e competenza cinovenatoria e faunistica. I nostri addestratori sono ormai di casa, e anche questo facilita il compito.
Le starne sono un po’ dappertutto. In alcuni terreni in numero largamente sufficiente, in altri in numero talora quasi eccessivo. Sono però difficili da fermare, per diversi motivi. In primo luogo perché l’abnorme siccità ostacola indubbiamente le risorse olfattive dei cani. Poi perché la cerca è molto condizionata dalla maggiore o minore praticabilità degli arati. Inoltre, anche il comportamento e le abitudini delle starne sono fortemente influenzati dal gran secco. Succede che si percorra un vasto appezzamento senza incontrare. Ma, quando si fa sera, ci si trova letteralmente circondati da un continuo assordante cantare e richiamarsi delle pernici, su quelli stessi campi da cui prima sembravano essersi volatilizzate. Infine, anche la presumibilmente forte pressione cui sono sottoposte, sia da gli allenamenti, sia soprattutto dalla caccia, in particolar modo attuata dai cacciatori locali, può avere la sua importanza. I più vulnerabili, di fronte a questo insieme di fattori, sono ovviamente i cani più giovani e inesperti.
Resta in ultimo da aggiungere che, a causa dello stato delle lavorazioni agricole, di alcune zone, di per sé enormi, sono effettivamente utilizzabili solo parti relativamente limitate, le altre essendo ormai troppo occupate quasi solo da arati. Anche la folta rappresentanza di accipitridi costringe le starne a ricercare luoghi coperti e sicuri ricettacoli nei fitti arbusti spinosi di rosacee, rovi, biancospini, pruni.
Tutto sommato, meno male che non sia piovuto in abbondanza proprio al momento delle gare, sia per nostra comodità, sia soprattutto perché i collegamenti su le stradine e viottole di campagna sarebbero diventati pressoché impossibili.
Io sono stato a Niš la prima delle due settimane destinate alla grande cerca, e di essa posso dunque riferire. Il primo giorno nella nostra batteria abbiamo rilasciato il CAC a Gilda del Sargiadae, formidabile femmina pointer condotta da Girandola. Gilda è apparsa uno dei cani più forti e più in forma. Andatura bestiale ad onta di qualsiasi terreno e qualsivoglia ostacolo, cerca spinta a gli estremi confini, e, talvolta, anche oltre! Magica capacità di andare a punto, con un sesto senso e una intuizione che sono patrimonio dei grandissimi trialer. Lunedì stava tornando da lacet chilometrico sulla destra. Stava portandosi di gran carriera sul lato opposto quando ha bruscamente interrotto con un rovescione, puntando risoluta in avanti, in filata. Ha infine bloccato, ha dato altri due, tre colpi e si è inchiodata testa al vento. La brigata era là davanti. Scroscianti applausi da chi era appostato su la strada a godersi la spettacolo. Un CAC di dimensioni straripanti. L’indomani mattina, al barrage, Gilda ha dovuto vedersela con un setter anch’esso in forma splendida, Besinos Panthos, di Mavridis, e con l’illustre Dum di Loro Piceno, di Dotti. Tutti e tre si sono ottimamente comportati, ma l’azione strenua di Gilda le ha permesso di ascriversi la vittoria: a Panthos la Riserva di CACIT.
Ma Panthos, l’indomani, ha avuto modo di rifarsi. È arrivato di nuovo al barrage, conquistando il secondo CAC consecutivo davanti a una grandissima Babette condotta da Baraghini (riserva CAC). Noi, nella nostra batteria, abbiamo assegnato il CAC a Cesare dei Mascii, interprete di gara memorabile, tirata in maniera impeccabile da sommo trialer, e coronata da grandissimo punto nel richiamo. Al barrage era della partita anche un altro importante pointer, Igor, di Girandola. È stato un barrage sui generis. Cesare ha deluso, nemmeno l’ombra del cane che ci aveva riempiti di ammirazione il giorno prima, e comunque i tre cani hanno esibito tutti una cerca leggermente sbilanciata sulla destra. Panthos e Igor, comunque, andavano come schegge, e sarebbe stato non facile scegliere il migliore se non fosse che Igor ha preso terreno in profondità, mentre Panthos, più prudente, gli ha fermato una brigata dietro. Giochi risolti per ... "stato di necessità”.
Mercoledì, a Merošina, nella nostra batteria ha vinto Dila dei Dipinti, altra pointer dai mezzi impressionanti. Ha fatto un gran turno come meglio non si poteva, nonostante un vento inesistente. A proposito del vento, si deve dire che la sua quasi assenza, e la continua mutevolezza di quella pochissima aria che di tanto in tanto sembrava muoversi flebilissimamente ora di qua ora di là, ha costituito un problema gravissimo per almeno quattro giornate su sei. In definitiva, non credo di sbagliare, né di esagerare, asserendo che la mancanza quasi assoluta di vento è stata la maggiore difficoltà di questa settimana di gare. Tornando a Dila, che nel turno non aveva incontrato, nel richiamo è andata a prendersi un magnifico punto. Il barrage è stato bellissimo. Si sono sfidati, con Dila, Eros di Loro Piceno, setter condotto da Pezzotta, e, di nuovo, la Gilda. Mi sono sembrati magnifici, uno meglio dell’altro. Dila ha fatto una passaggio troppo compatto, e si è pregiudicata un barrage per il resto eccelso. Gilda, per il sensazionale ritmo dell’azione, ha prevalso su Eros, setter di solenne qualità. La giuria, al termine, ha giustamente sottolineato l’infinita bellezza di questo confronto fra trialer di livello eccezionale.
Giovedì, nella speciale setter, non c’è stato bisogno di barrage. Nella nostra batteria ha vinto, con la qualifica di Eccellente, Yuri delle Furie dei Biagioni, un bravissimo setter, reduce da una marea di trionfi in caccia a starne, condotto da Nuziata. L’unica batteria con CAC è stata quella vinta da Crono delle Pastenelle, alunno estremamente qualitativo di Livio Dotti, che si è aggiudicato quindi anche il CACIT, con Riserva assegnata a Fiero, di Pezzotta.
Il pomeriggio dello stesso giorno hanno corso i giovani. Due batterie, entrambe vinte con l’ Eccellente, una da Obelix, di Bruni, e una da Amin II di Gruma, di Zaniboni. Comunque, vita durissima, per i giovani, soprattutto per la completa latitanza della sia pur minima bava di vento.
Venerdì ultima libera mista, alla vigilia dell’ Eurocoppa. All’incirca centodieci cani al via, e appena dieci classificati tra tutte e sei le batterie: segno evidente che, col passare dei giorni, le difficoltà cominciavano davvero a pesare, sia in termini di fatica, sia in termini di piedi, che di terreno e di vento. Due sono stati i CAC, e al barrage di sabato mattina sono scesi in campo due pointer, Admiral del Sargiadae, di Girandola, e Bonfante’s Talù, di Nuziata. Purtroppo, le cose sono andate tutt’altro che bene. Admiral appariva effettivamente un po’ stanco, nettamente al di sotto di quanto aveva mostrato il giorno prima in gara. Talù, all’opposto, andava a tutta birra, fin troppo, e ha forse esagerato nell’apertura e nella profondità. Ragion per cui la giuria ha ritenuto di non assegnare il CACIT.
E così, in men che non si dica, il tempo è volato e siamo arrivati al gran finale, l’attesissimo evento dell’ Eurocoppa, giunta alla sua nona edizione, con un altisonante albo d’oro. Io ero in giuria in una batteria che prometteva cose grandi, tra l’altro la rivincita tra i tre fratelli terribili del Derby, i Picenum Zafir, Zenek e Zivago, i primi due allievi di Bruni, il terzo di Pezzotta. E sono lietissimo di poter riferire, senza ombra di dubbio, che i tre trialer hanno confermato in pieno le grandi doti evidenziate nel mese di marzo alla Tollara. Sono stati tre turni micidiali, ma Zenek e Zivago hanno finito col sorpassare le starne. Zafir, invece, ha stoccato subito, allo sgancio, una ferma rabbiosa, ma al frullo, a conduttore non vicino, ha rincorso. Fatto proseguire ha poi fermato senza esito. Alla fine, è andato a prendersi un bel punto, risolto con lunga guidata: 1° Eccellente. Le batterie erano tre: in una c’è stato il CQN di Maroko, ottimo setter di Jurkovic, e nell’altra nessun classificato. Per cui Zafir è risultato vincitore. Con molto onore e pieno merito l’allievo di Procaccini (allevatore), Milia (proprietario) e Bruni (conduttore) va ad ascrivere il suo nome nel libro di questa fondamentale, importantissima gara, accanto a gli altrettanto grandi che l’hanno preceduto. La sera, alla premiazione, c’è stato il passaggio del prestigiosissimo trofeo da Dila dei Dipinti, vincitrice del 2010, a Zafir: meravigliosa continuità tra superbi esponenti della razza.
Si è così conclusa questa prima settimana di grandi gare serbe, difficile, ma ricca di pregnanti indicazioni tecniche, perché, oltre ai menzionati vincitori, molti altri cani, sia setter che pointer, hanno avuto modo di dimostrare di essere dei veri grandi trialer. Un grazie alla cinofilia serba, ai giudici ed a gli organizzatori, per aver consentito questa stupenda sessione di gare in una palestra solenne e gloriosa come questa.
CLASSIFICHE
DATA: 14/11/201
GRANDE CERCA MISTA
BATTERIA: 1
GIUDICI:
NOBILE OLIVIANO
STANOJEVIC VLATKO
TRIVELLATO GIANCARLO
1 ECC. FIERO LO06127981 SETTER INGLESE PEZZOTTA
2 ECC. DESIANENSIS EFREM LO0853596 SETTER INGLESE PEZZOTTA
BATTERIA: 2
GIUDICI:
MILKOVIC RADIVOJE
PACIONI SANDRO
VERDIANI PAOLO
1 ECC. CAC CACIT GILDA DEL SARGIADAE LO0667952 POINTER GIRANDOLA
2 ECC. 1 RIS. CAC CUBA OD KARAOTOKA HR17313 SETTER INGLESE JURKOVIC
3 ECC. EOLOS DIMITRIOS KAPATOS BEK071929 POINTER APOSTOLAKOS
ECC. DARIA DELLA CERVARA LO1071420 POINTER GIRANDOLA
ECC. RUSTY DELLA CAVIAGA LO0646914 SETTER INGLESE MEAZZA
BATTERIA: 4
GIUDICI:
COTI ZELATI GIUSEPPE
POLA DIEGO
TOSOVIC DJORDJE
1 ECC. RICO DEI DIPINTI LO0775939 SETTER INGLESE FORTI
2 M.B. GROM LJ 702090PO POINTER FORTI
BATTERIA: 5
GIUDICI:
DJORDJEVIC GORAN
RONCHI VALERIO
TORTORA NATALE
1 ECC. CAC RIS. CACIT BESINO'S PANTHOS BEK075540 SETTER INGLESE MAVRIDIS
2 ECC. 1 RIS. CAC LICINIO LO1060220 POINTER CANTONI
3 ECC. SAXO LO1060224 POINTER CANTONI
ECC. CIELO SIRTOUF BEK 084523 SETTER INGLESE MAVRIDIS
M.B. NERO DEL FRANGIO LO0972274 SETTER INGLESE CANTONI
BATTERIA: 6
GIUDICI:
BERLINGOZZI PAOLO
MITROVIC M MARKO
NIKETIC DRAGAN
1 ECC. CAC DUM DI LORO PICENO LO066404 SETTER INGLESE DOTTI
3 ECC. FELIX DI LORO PICENO LO0783086 SETTER INGLESE DOTTI
ECC. AMIN II DI GRUMA LO1073722 SETTER INGLESE ZANIBONI
DATA: 15/11/201
GRANDE CERCA MISTA
BATTERIA: 1
GIUDICI:
GRECCHI GIOVANNI
MITROVIC D DRAGAN
TORTORA NATALE
1 ECC. CAC RIS. CACIT IGOR LO0981180 POINTER GIRANDOLA
BATTERIA: 2
GIUDICI:
MILKOVIC RADIVOJE
POLA DIEGO
RONCHI VALERIO
1 ECC. EOLOS DIMITRIOS KAPATOS BEK071929 POINTER APOSTOLAKOS
2 ECC. ZANO PEANIA'S BEK074529 SETTER INGLESE APOSTOLAKOS
3 ECC. HECTORE DEL ZAGNIS LO0818749 SETTER INGLESE SIMEONS
ECC. MAGNUM DEL ZAGNIS LO098045 SETTER INGLESE SIMEONS
ECC. NABB COKA LOF96037 POINTER MARCO
ECC. MORGAN SANDRISANA JR 701899PO POINTER SIMEONS
ECC. FIONA DEGLI UBERTI LO1061878 POINTER LANNE
BATTERIA: 3
GIUDICI:
DJORDJEVIC GORAN
MARELLI SILVIO
PACIONI SANDRO
1 ECC. FANGIO DELLE PASTENELLE LO1014718 SETTER INGLESE DOTTI
2 ECC. BOSS LO1061207 POINTER TACCON
3 ECC. LAMPO LO0837297 SETTER INGLESE TACCON
BATTERIA: 4
GIUDICI:
BERLINGOZZI PAOLO
STANOJEVIC VLATKO
TRIVELLATO GIANCARLO
1 ECC. CAC CACIT BESINO'S PANTHOS BEK075540 SETTER INGLESE MAVRIDIS
2 ECC. 1 RIS. CAC BABETTE LO06125618 SETTER INGLESE BARAGHINI
3 ECC. AS SIRTOUF BEK55524 SETTER INGLESE MAVRIDIS
ECC. RUSTY DELLA CAVIAGA LO0646914 SETTER INGLESE MEAZZA
ECC. CIELO SIRTOUF BEK 084523 SETTER INGLESE MAVRIDIS
BATTERIA: 5
GIUDICI:
MITROVIC M MARKO
TOSOVIC DJORDJE
VERDIANI PAOLO
1 ECC. CAC CESARE DEI MASCII LO05110831 POINTER BRUNI
2 ECC. ZIDAN LO072798 POINTER TRAINA
3 ECC. PICENUM RONNIE LO0730358 POINTER BRUNI
ECC. VARASCHIN'S MOZART LO0921806 SETTER INGLESE BRUNI
BATTERIA: 6
GIUDICI:
COTI ZELATI GIUSEPPE
NIKETIC DRAGAN
NOBILE OLIVIANO
1 ECC. SILVER L0752269 SETTER INGLESE CANTONI
2 ECC. DILA DEI DIPINTI LO0959299 POINTER FORTI
3 ECC. ZIBEL II LO0885923 SETTER INGLESE CANTONI
DATA: 16/11/201
TIPOLOGIA: GRANDE CERCA MISTA
BATTERIA: 1
GIUDICI:
BERLINGOZZI PAOLO
MARELLI SILVIO
MITROVIC M MARKO
1 ECC. CAC RIS. CACIT EROS DI LORO PICENO LO0743490 SETTER INGLESE PEZZOTTA
2 ECC. 1 RIS. CAC RADENTIS MISTER LO104399 SETTER INGLESE BARAGHINI
3 ECC. 2 RIS. CAC FLOK DELLA VERTEMATESE LO0653905 POINTER PEZZOTTA
ECC. DESIANENSIS EFREM LO0853596 SETTER INGLESE PEZZOTTA
BATTERIA: 2
GIUDICI:
DJORDJEVIC GORAN
NOBILE OLIVIANO
PACIONI SANDRO
1 ECC. CAC CACIT GILDA DEL SARGIADAE LO0667952 POINTER GIRANDOLA
2 ECC. CHEF DELLA CERVARA LO0971426 POINTER GIRANDOLA
3 ECC. CESARE DEI MASCII LO05110831 POINTER BRUNI
BATTERIA: 3
GIUDICI:
COTI ZELATI GIUSEPPE
MILKOVIC RADIVOJE
STANOJEVIC VLATKO
1 ECC. ZANTE LO0718358 POINTER CANTONI
2 M.B. CAPO DU VAL DU RUTH LOF 189873/3 SETTER INGLESE LANNE
BATTERIA: 4
GIUDICI:
NIKETIC DRAGAN
TORTORA NATALE
VERDIANI PAOLO
1 ECC. CAC DILA DEI DIPINTI LO0959299 POINTER FORTI
2 ECC. 1 RIS. CAC DUM DI LORO PICENO LO066404 SETTER INGLESE DOTTI
3 ECC. COGNAC DE PREBOIS LOF95653/146 POINTER DOTTI
ECC. ARISTANI'S KINNONN 05/117816 POINTER MAGGIOLO
ECC. GROM LJ 702090PO POINTER FORTI
BATTERIA: 6
GIUDICI:
GRECCHI GIOVANNI
MITROVIC D DRAGAN
RONCHI VALERIO
1 ECC. PIERROT LO09126636 SETTER INGLESE TESTA
2 ECC. PALAZIENSIS ARA LO0624184 SETTER INGLESE TESTA
DATA: 17/11/201
GRANDE CERCA - SPECIALE SETTER
BATTERIA: 1
GIUDICI:
MITROVIC D DRAGAN
PACIONI SANDRO
TORTORA NATALE
1 ECC. YURY LO0799411 SETTER INGLESE BARAGHINI
2 ECC. PIERROT LO09126636 SETTER INGLESE TESTA
BATTERIA: 2
GIUDICI:
MILKOVIC RADIVOJE
TRIVELLATO GIANCARLO
1 ECC. CAPO DU VAL DU RUTH LOF 189873/3 SETTER INGLESE LANNE
BATTERIA: 3
GIUDICI:
COTI ZELATI GIUSEPPE
NIKETIC DRAGAN
VERDIANI PAOLO
1 ECC. ZAR DELLE FURIE DEI BIAGIONI LO0844288 SETTER INGLESE NUZIATA
2 ECC. CIELO SIRTOUF BEK 084523 SETTER INGLESE MAVRIDIS
3 ECC. PALAZIENSIS BEA LO078402 SETTER INGLESE BRUNI
BATTERIA: 4
GIUDICI:
GRECCHI GIOVANNI
NOBILE OLIVIANO
STANOJEVIC VLATKO
1 ECC. CAC CACIT CRONO DELLE PASTENELLE LO0867294 SETTER INGLESE DOTTI
2 ECC. 1 RIS. CAC RIS CACIT FIERO LO06127981 SETTER INGLESE PEZZOTTA
3 ECC. BOBET DI LORO PICENO LO041853 SETTER INGLESE PEZZOTTA
ECC. PEPE LO06114012 SETTER INGLESE PEZZOTTA
ECC. LEX LO07102232 SETTER INGLESE PEZZOTTA
DATA: 18/11/201
TIPOLOGIA: GRANDE CERCA MISTA
BATTERIA: 1
GIUDICI:
NOBILE OLIVIANO
PACIONI SANDRO
STANOJEVIC VLATKO
1 ECC. BOBET DI LORO PICENO LO041853 SETTER INGLESE PEZZOTTA
BATTERIA: 2
GIUDICI:
COTI ZELATI GIUSEPPE
MITROVIC D DRAGAN
VERDIANI PAOLO
1 ECC. CAC ADMIRAL DEL SARGIADAE LO0757556 POINTER GIRANDOLA
2 ECC. FOAN UNGA LO09129051 SETTER INGLESE BARAGHINI
BATTERIA: 3
GIUDICI:
MARELLI SILVIO
RONCHI VALERIO
TOSOVIC DJORDJE
1 ECC. APOLLO LO094 POINTER ESCHINI
BATTERIA: 4
GIUDICI:
DJORDJEVIC GORAN
TORTORA NATALE
TRIVELLATO GIANCARLO
1 ECC. MAGNUM DEL ZAGNIS LO098045 SETTER INGLESE SIMEONS
CQN COPPI DE SAINT GUILLEM DE L LOF7POI.9624 POINTER URLHARDT
BATTERIA: 5
GIUDICI:
MILKOVIC RADIVOJE
NIKETIC DRAGAN
POLA DIEGO
1 ECC. CUBA OD KARAOTOKA HR17313 SETTER INGLESE JURKOVIC
2 ECC. CIELO SIRTOUF BEK 084523 SETTER INGLESE MAVRIDIS
BATTERIA: 6
GIUDICI:
BERLINGOZZI PAOLO
GRECCHI GIOVANNI
MITROVIC M MARKO
1 ECC. CAC BONFANTE'S TALU' LO08117567 POINTER NUZIATA
2 ECC. JUPITER BEK 702275 POINTER APOSTOLAKOS
DATA: 19/11/2011GRANDE CERCA - EUROCOPPA
BATTERIA: 1
GIUDICI:
BERLINGOZZI PAOLO
DJORDJEVIC GORAN
RONCHI VALERIO
CQN MAROKO OD KARAOTOKA HR18648ES SETTER INGLESE JURKOVIC
BATTERIA: 2
GIUDICI:
MILKOVIC RADIVOJE
NOBILE OLIVIANO
VERDIANI PAOLO
1 ECC. PICENUM ZAFIR LO09158936 POINTER BRUNI
2 ECC. OBELIX LO09148878 SETTER INGLESE BRUNI
3 M.B. AMIN II DI GRUMA LO073722 SETTER INGLESE ZANIBONI
M.B. NINA LO09117728 SETTER INGLESE GAVRILOVIC
Bel Derby, la prima volta ad Altamura, in provincia di Bari. Se ne parlava da un’infinità di anni, di questa zona, ma non si era mai concretizzato nulla. Ora, la scelta dell’ E.N.C.I., per certi versi coraggiosa, è stata ampiamente premiata. I terreni, e questo già si pronosticava da tempo, alla prova dei fatti si sono dimostrati pienamente idonei. E anche l’organizzazione, sia da un punto di vista strettamente tecnico, sia, più in generale, logistico, è risultata ottima. Il merito di tutto questo va in primo luogo a gli organizzatori locali, facenti parte, ritengo, del gruppo cinofilo di Bari e anche di quello di Matera, oltre che delle due Società Specializzate di razza, S.I.S. e Pointer Club d’ Italia. L’ E.N.C.I. si è poi avvalso della preziosissima opera di Vincenzo Rago, che ha coordinato tutta la faccenda, avvalendosi dei suoi esperti ed efficienti collaboratori. Quindi un grande plauso al Presidente Francesco Balducci, ai consiglieri Sandro Pacioni e Silvio Marelli, a tutto il consiglio e ai funzionari dell’ Ente, per la brillante riuscita di questa importante iniziativa.
La giuria era formata da Mario Agosteo, Giuseppe Caschera, Luigi Cataldi, Guglielmo Cuccarollo, Oliviano Nobile e Paolo Verdiani. Centodiciannove iscritti, con una percentuale di forfait grosso modo, credo, sovrapponibile a quella consueta, suddivisi come al solito in due batterie, la prima giudicata da Agosteo (presidente), Cuccarollo e Verdiani, la seconda da Nobile (presidente), Caschera e Cataldi. In tutto, erano iscritti quarantacinque pointer, e settantaquattro setter, quasi tutti inglesi. Ventotto, in totale, le femmine, diciassette delle quali pointer.
Inizialmente, il Derby era stato programmato per il 17, 18 e 19 febbraio, ma il maltempo che ha duramente imperversato a febbraio in tutta Italia, ha imposto un rinvio di due settimane. Le condizioni atmosferiche sono state ottime, e la vegetazione, nonostante le pregresse intemperie, nel complesso soddisfacente.
Al termine di due intense giornate, i cani portati al richiamo sono stati: per la prima batteria, Aristani’s Kroll, pt (condotto da Pioppi), Tris, s.i. (Scudiero), Aky del Sargiade, pt (Marelli), Dick di Gruma, s.i. (Zaniboni), Cucca’s Okeo, s.i. (Scudiero), Picenum Chopin, s.i. (Scudiero), Ucraina del Volturno, pt (Iazzetta), Duma del Sargiadae, pt (Pardini), Visky, s.i. (Scudiero), Alpinensis Veron, s.i. (Moretti), Celentano, s.i. (Burresi), Nitro del Zagnis, s.i. (Simeons); per la seconda, Radentis Caruso, s.i. (della Bordella), Holly, pt (Baraghini), Itaca dei Morbidi, pt (Taccon), Ami del Mugnone, s.i. (Targetti), Giale’s Scark, s.i. (Giovannelli), Druso del Sargiadae, pt (Morandini), Turf della Cisa, pt (Maggiolo), Eugubium Figaro, pt (Girandola), Alessandro, pt (Eschini), Radentis Parigi, s.i. (Baraghini).
Nel frattempo, nella prima batteria avevano già realizzato il punto il setter De Chirico dell’ Ad Montes, condotto da Simeons, e il pointer Blair, condotto da Moretti; mentre, nella seconda batteria, stessa cosa era avvenuta per Abbagliante, pointer di Eschini, e Lem, setter, pure di Eschini.
Nei richiami della prima batteria, hanno realizzato il punto il setter Tris, di Scudiero, e il setter Dick di Gruma, di Zaniboni, oltre al setter Alpinensis Veron, di Moretti, al quale peraltro è stato assegnato il CQN, per non essere rimasto corretto al frullo. Purtroppo, nella seconda batteria nessun cane è andato a punto nei richiami.
C’è da aggiungere che la giuria, al termine, ha elogiato anche alcuni altri soggetti, per le belle qualità evidenziate.
In definitiva, sono arrivati l’ultimo giorno ai turni di coppia sei cani, quattro setter e due pointer. A conclusione dei turni di coppia, la giuria si è riunita ed ha stilato la seguente classifica finale:
1° Ecc CAC Abbagliante, pointer maschio bianco-nero, da Apollo e Uruba di Monte Darma (Ronaldo), allevatore e proprietario Aniello Ammendola, conduttore Paris Eschini
2° Ecc 1a Ris. CAC Tris, setter inglese maschio bianco-nero, da Orio e Birba, allevatore Emanuele Ansuini, proprietario e conduttore Paolo Scudiero
3° Ecc 2a Ris CAC De Chirico dell’ Ad Montes, setter inglese maschio bianco-nero, da Lord del Zagnis e Maufra dell’ Ad Montes, allevatore Pasquale Piazza, proprietario Antonio Turriziani Colonna, conduttore Richard Simeons
Ecc Lem, setter inglese maschio bianco-nero, da Borg e Zoja, allevatore Domenico Senatore, proprietario Egisto Nardi, conduttore Paris Eschini
Ecc Dick di Gruma, setter inglese maschio bianco-nero, da Andrea di Gruma e Ade, allevatore, proprietario e conduttore Corrado Zaniboni
Ecc Blair, pointer maschio bianco-nero, da Zip del Feltrino e Bice, allevatore Alvaro Milanese, proprietario Francesco Tommaso Collodoro, conduttore Francesco Moretti.
CQN Alpinensis Veron, setter inglese maschio bianco-nero, da Valentino e Alpinensis Isa, allevatore e proprietario Francesco Tommaso Collodoro, conduttore Francesco Moretti.
Nel corso della premiazione, cui hanno partecipato anche alcuni amministratori locali, il Presidente Balducci ha sinteticamente e molto opportunamente ricordato i punti salienti che hanno condotto a scegliere di correre questo Derby ad Altamura, e auspicato una futura fattiva collaborazione per far sì che questa bella zona possa continuare a rappresentare una importante palestra di selezione. Sono stati altresì premiati Vincenzo Rago, per il suo fondamentale contributo alla riuscita della manifestazione, Vito Ragone, che è stato l’antesignano dei proficui sforzi che hanno infine condotto al debutto di Altamura sulla scena cinofila nazionale, e Rodolfo Grassi, notissimo giornalista benemerito in campo cino-venatorio.
Hanno presenziato, e consegnato i premi ai cani classificati, i massimi vertici della cinofilia italiana, il presidente dell’ ENCI e della SIS Francesco Balducci, il consigliere dell’ ENCI e vice presidente della SIS Sandro Pacioni, il consigliere dell’ ENCI e del Pointer Club d’Italia, e presidente del Pointer Club Internazionale, Silvio Marelli, il Presidente del Pointer Club d’ Italia Enzo Casiraghi e altre importanti personalità del mondo cinofilo.
Come annotazione tecnica, aggiungiamo che il Derby-winner 2012, Abbagliante, allevato da Domenico Petrella, nasce da Apollo, ancora molto giovane, essendo stato generato nel 2008 da Fiano del Volturno e da una figlia di Hardy du Bois des Pèrches. Alla sua prima monta Apollo esordisce producendo subito un vincitore di Derby: un dato indubbiamente interessante. Da questo stallone sono nate altre due cucciolate nel 2011, di cui, a questo punto, sono comprensibilmente attesi gli esiti. La madre di Abbagliante è una femmina di eccezionale livello, Uruba di Monte Darma, bianco-arancio, anch'essa alla sua prima prova in allevamento. Uruba, trialer di gran marca, molto qualitativa e stilista, è figlia di due soggetti importantissimi. Suo padre è l'indimenticato Ronaldo, uno dei pointer di classe più eccelsa che si siano mai conosciuti, fratello di Ribot della Noce. La madre di Uruba è Gunda von der Postschwaige, sorella di Giuseppe v.d.P., da Milord di Groppo, altro insigne campionissimo. Gunda è stata una trialer di altissimo profilo, impressionante non tanto per la qualità, quanto per l'animus e le spiccate doti di aviquerenza. L'ava materna di Gunda è quella Viola vom Kleebachtal, che tanta parte ha avuto nel recente allevamento tedesco di vertice, e che nasce da cani italiani. È infatti figlia di Ippocampo del Vento, fratello di Ippocrate d.V., e di Cara della Cervara, una figlia di Vox della Cervara, prole della grande Jaga di Veronello e di Taro della Baita, inclito erede del sommo Budda.
È il terzo anno consecutivo che il Derby è vinto da un pointer, dopo i successi di Dila dei Dipinti, nel 2010 a Niš, e di Picenum Zenek, nel 2011 alla Tollara. Questo fatto, che non inficia minimamente l'enorme potenziale e la meravigliosa qualità dell'allevamento italiano del setter, è comunque un dato molto confortante e incoraggiante per la razza pointer, cui la minore consistenza numerica non sta impedendo di mietere classici allori, dei quali tutti il Derby è, appunto, il più classico.
Concludiamo con il fervido augurio che Altamura e la Puglia possano stabilmente entrare a far parte a pieno titolo del programma di selezione, perché il debutto ha dimostrato che se lo meriterebbero in pieno.
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